Coach Neagos “Lavoro per far crescere coralmente le squadre che alleno”

A ventidue anni solitamente uno sportivo  sta per raggiungere la piena maturità fisica e tecnica ma, nel caso di Marian Neagos la carriera in piena fase di sviluppo è quella di allenatore; un percorso iniziato quattro anni fa con i giovani del mini rugby che lo ha portato in questa stagione a ricoprire il doppio ruolo di coach dell’under 12 e dell’under 14. Due categorie dove maggiormente  si sviluppa la formazione di un rugbista, un doppio ruolo sicuramente importante e pieno di responsabilità ma che non spaventa un tecnico che ha trovato nel insegnamento del rugby la sua strada nel mondo del nostro sport. “ Alleno due realtà completamente diverse tra loro, l’under 14 è il primo anno che la seguo, anche se all’interno del gruppo ci sono ragazzi che ho già allenato nell’under 12, ed è per me una grande occasione per lavorare in modo approfondito con ragazzi al primo anno nella categoria, sono consapevole che c’è molto lavoro da fare, io e Luca Mion lavoriamo molto sulla tecnica di ogni ragazzo, un lavoro che sta già dando i primi frutti in questa seconda parte di campionato con i primi risultati di progressi individuali e di squadra; con l’under 12 la situazione cambia, alleno giovani rugbisti che stanno insieme a me da ben tre anni, un vero asso nella manica quello di conoscere questi ragazzi e i loro genitori da così tanto tempo, una conoscenza reciproca che mi permette di utilizzare i giusti modi di fare e per i ragazzi una maggiore facilità nel seguire sistemi di lavoro che già conoscono.” Ci sono due scuole di pensiero, in una si tende a pensare che per i ragazzi del settore giovanile sia meglio cambiare allenatore con una discreta frequenza per apprendere il gioco del rugby cambiando i sistemi di allenamento che variano da coach a coach, per altri invece è un vantaggio per i ragazzi essere allenati dallo stesso allenatore per più tempo in modo da facilitare la comprensione del gioco, qual è il tuo pensiero a riguardo?” Sono convinto che per i ragazzi sia utile cambiare diversi metodi di insegnamento nel corso della loro carriera giovanile, ma nel caso della mia lunga militanza da allenatore con  questi ragazzi la situazione è diversa; sono un allenatore giovane e quindi mi piace adottare diverse tecniche di insegnamento. Sto allenando giovani rugbisti che vivono un’età perfetta per apprendere, punto molto su una crescita individuale dei ragazzi ai fini di elevare il tasso tecnico medio della squadra, se questi miglioramenti individuali vengono incanalati correttamente in un sistema di squadra fluido e corale inevitabilmente arrivano anche i risultati sul campo.” Dai importanza ai risultati che si ottengono nel settore giovanile oppure sei uno di quelli che credono soltanto nella formazione dei ragazzi?” La formazione dei ragazzi è prioritaria ma, allo stesso tempo, credo molto nella vittoria e nell’importanza del traguardo raggiunto; una squadra per crescere deve prefissarsi degli obiettivi e deve superare degli ostacoli per raggiungerli, il superamento delle difficoltà è possibile solo con un miglioramento, tecnico o psico-fisico che sia. Il concetto principale, anche nella crescita, resta quello della collaborazione, non importa chi fa meta, perché come ci insegna il nostro sport la palla prima di arrivare in meta deve passare per le mani di tutti.”