Coach Ricciola” Per noi sportivi è stato un anno davvero disastroso”. Coach Bartozzini “ Non vediamo l’ora di tornare ad impegnarci per i più piccoli e per il loro futuro”

In uno sport come il rugby basato su unione di intenti, cooperazione e socialità, la pandemia da Covid 19 ha provato a mettere al tappeto tutte le esperienze positive del nostro sport, un anno davvero difficile in cui doversi adattare ad una situazione paradossale con l’occhio rivolto al futuro ed a tempi migliori. Questo lo spirito con cui Riccardo Ricciola, giocatore della Seniores e allenatore dell’under 10, insieme agli altri componenti della società, hanno affrontato questo duro periodo per l’intera società civile.

“E’ stato un periodo lungo e molto difficile, per i giocatori della prima squadra, per gli allenatori e per i ragazzi è stato un massacro a livello sportivo”. Cosi Ricciola debutta nel parlare del periodo lontano dai campi da gioco e spiega come la capacità di adattamento alla situazione abbia giocato un ruolo fondamentale. “E’ stato importante trovare modi alternativi per rimanere in contatto e mantenere lo spirito di squadra; abbiamo fatto anche delle Challenge con lo scopo di tenere occupati e attivi  i bambini; abbiamo sin da subito pensato a mantenere alta la socialità nonostante tutte le restrizioni .” Il giovane allenatore del Foligno rugby non nasconde la voglia  di tornare ad allenare e di poter assaggiare il campo da gioco. “Il poter calcare di nuovo  il campo da rugby sarà sinonimo di un piccolo ritorno alla normalità, un ottimo modo per mantenere la salute fisica e mentale dei ragazzi. Ovviamente per il ritorno in campo dovremmo procedere gradualmente, sicuramente si parlerà di allenamenti individuali e attivazione muscolare.”

Nell’allenare l’under 10 Ricciola è coadiuvato da Gianluca Bartozzini, allenatore storico all’interno del Foligno rugby e un vero pioniere del rugby umbro come giocatore. “Ci spendiamo nel mondo del rugby spinti da una grande passione per il nostro sport, non poter scendere in campo e vivere da vicino il rapporto con ogni singolo bambino è una grande privazione per noi.” Così coach Bartozzini introduce il periodo di quarantena e in generale il periodo lontano dai campi. “Fortunatamente  siamo riusciti a mantenerci in contatto online potendo portare avanti i rapporti umani e potendo continuare a svolgere il ruolo di educatori. I bambini hanno grandi capacità di ascolto, grazie a questa dote noi siamo riusciti a tramandare molti insegnamenti. Sono stato favorevolmente stupito dalla spontaneità nel condividere questo periodo difficile.” Coach Bartozzini si immagina anche il ritorno in campo. “Ci sarà grande emozione nel tornare in campo, avere i bambini vicino e poter mettere a loro disposizione quanto appreso nel corso degli anni. Sarà fondamentale ripartire dai più piccoli, investire in loro, per salvaguardare la loro salute, renderli futuri cittadini migliori e che si possano togliere delle soddisfazioni nel mondo del rugby-.” Oltre al rapporto con i bambini, Bartozzini parla di un altro legame importante venutosi a creare con il tempo e che spera di poter di nuovo coltivare. “ Nel corso degli anni si è creato un grande rapporto con i genitori che sono diventati parte integrante della società, si era creato un bel clima che presto vogliamo tornare a vivere.”

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