Paolo Caprini, ds Foligno rugby:” C’è rammarico per lo stop molto lungo, ora avanti con idee e nuovi progetti.”

In un momento di grande fermento per il movimento rugbistico nazionale, con la recente elezione del nuovo organigramma federale, nomina del nuovo presidente inclusa, arrivano le prime idee, i primi cambiamenti e le prime decisioni da prendere. Sicuramente in primo piano non può non esserci la gestione di questa fase pandemica; sono stati elaborati nuovi protocolli anti-covid a seguito dell’ufficialità delle sicure ripartenze per le categorie di interesse nazionale come seniores, under 18 e under 16, ora l’obiettivo è quello di riportare in campo anche i bambini del minirugby. In casa Foligno molto attivi nel pianificare questa stagione dal calendario compresso e sicuramente anomalo, lo staff dirigenziale, Paolo Caprini, direttore sportivo del Foligno rugby ci fornisce maggiori informazioni sulla situazione attuale.
“ Da tempo la Fir è riuscita, insieme al ministero dello sport, a mettere in piedi un protocollo atto a garantire l’attività sportiva fino alla zona arancione compresa, sono stati compresi tamponi settimanali e tutte le accortezze del caso, purtroppo in Umbria c’è stato un decreto di maggiori restrizioni che ha chiuso i centri sportivi ormai da alcuni mesi. A mio avviso una decisione affrettata e in termini assoluti sbagliata, i centri sportivi ben organizzati e controllati, potevano essere dei grandi centri per garantire maggiore controllo.” Queste le prime considerazioni, condite da un certo rammarico, di Paolo Caprini a cui chiediamo come poteva essere gestita la situazione in piena pandemia. “ Non esiste un modo classico per gestire la pandemia, nel primo anno ci possono stare delle maggiori restrizioni, ora è il caso di non tarpare le ali allo sport passo fondamentale per la ripartenza e il ritorno alla vita normale.” Dal suo arrivo a Foligno, Caprini ha subito dovuto affrontare le criticità causate dal coronavirus, non potendo sviluppare in pieno i progetti che aveva in mente, la domanda è se sia ancora possibile realizzarli dopo un anno di stop forzato. “ Da quando sono arrivato mi sono dovuto subito confrontare con gli effetti del coronavirus, l’obiettivo primario è dare una struttura solida al club, in tal senso siamo riusciti ad andare in questa direzione anche nel periodo di lockdown. Ora ci concentreremo con attenzione per aumentare il numero degli affiliati , reclutare nuovi atleti e completare gli staff tecnici. Sicuramente ci sarà un iniziale drop out dovuto al periodo di stop troppo lungo; alla ripartenza dovremmo essere bravi per ritornare ai livelli del 2019 entro due anni. Sono fiducioso sulla bontà delle forze messe in campo dal Foligno rugby nell’affrontare questo periodo durissimo, grazie anche alla collaborazione con Marian Neagos siamo riusciti ad ideare dei metodi sicuri per gli allenamenti delle categorie di interesse nazionale da cui hanno preso spunto anche le altre realtà regionali, merito di ruoli ben definiti a livello societario. “ Un chiaro messaggio di come paolo Caprini sia riuscito ad integrarsi al meglio all’interno dell’organigramma societario, potendo in più portare nuove idee e metodi di lavoro, tra questi hanno un significato rilevante le varie collaborazioni con le associazioni di altre discipline propedeutiche alla preparazione del rugbista. “ E’ di vitale importanza che il Foligno rugby collabori con altre realtà sportive del territorio, a maggior ragione se queste discipline possano aiutare nel formare le caratteristiche fisiche del rugbista impegnato nell’attività agonistica. Nel mese di Settembre è iniziata una collaborazione con il cross-fit, in uno sport come il nostro è importante migliorare la qualità fisica per una maggiore sicurezza nell’affrontare i contatti, con gli stessi presupposti stiamo studiando per delle future collaborazioni con società che praticano la lotta, uno sport dove ci sono movimenti e mosse facilmente applicabili al gesto tecnico e atletico del placcaggio e in altre situazioni difensive.” Come già detto tra le categorie pronte a ripartire c’è anche la seniores, c’è curiosità nel capire cosa ci si possa aspettare da una stagione sui generis e quali possano essere gli obiettivi. “ Mi sento di dividere gli obiettivi in due parti ben distinte, a breve termine cercheremo di avere una squadra numericamente adeguata, confido nell’allenatore Davide Luzzi e nelle sue capacità di motivare un gruppo fermo da un anno; essendo un campionato dilettantistico quello della C2, ci sono molti ragazzi che dovranno fare delle scelte in base ai loro impegni lavorativi. Pensando a lungo termine c’è l’obiettivo nei prossimi anni di conquistare la promozione in C1, cercando di raccogliere i primi frutti, dopo un lungo lavoro svolto, dal settore giovanile in crescita puntando su atleti del territorio.”