I benefici del minirugby

Il mini rugby è lo sport di squadra per eccellenza. Sotto l’aspetto caratteriale, facilita la capacità di socializzare ed insegna il rispetto degli altri, avversari, compagni, arbitri, educatori. La lealtà è parte essenziale del gioco. Ai bambini più timidi e timorosi insegna ad avere più confidenza con se stessi e verso gli altri, ai più aggressivi insegna a contenere e a canalizzare nel gioco regolamentato la propria esuberanza. Il rugby contribuisce a dare consapevolezza di sé e sicurezza. Il mini rugby – inoltre – è un gioco che favorisce l’integrazione: le bambine fino ai 12 anni giocano con i maschi; e vi capiterà anche di vedere vostro figlio giocare con bambini diversamente abili. Dal punto di vista motorio, essendo uno sport alternato (fasi di gioco e pause di recupero), offre una ampia varietà di movimenti che non solo contribuisce a sviluppare molteplici capacità motorie (tutte le parti del corpo sono coinvolte) ma accresce l’interesse del bambino al gioco. Però, “il mini rugby è pericoloso, violento, ci si fa male”. Il rugby è uno sport di contatto col terreno e con avversari e compagni: si cade a terra, si placca, si spinge nella mischia. Ma, a parte che il mini rugby ha regole che eliminano parte dei contatti del rugby (non esiste la mischia, il frontino è vietato…), gli educatori insegnano i movimenti per eseguire questi gesti… e insegnano a vostro figlio anche a fare le capriole, che molti di loro a 12 anni non sanno ancora fare per l’insufficienza motoria determinata dalla mancanza di gioco libero, e di insegnamento a scuola. E gli insegnano anche a rialzarsi da terra e ripartire, senza sceneggiate. Il rischio di incorrere in contusioni, fratture etc non è più alto di quello che corrono i bambini che giocano a calcio.

 

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